Lettera del 7 febbraio 2026
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Buongiorno amore mio. Tempo fa avevo espresso il desiderio di conoscere, poco a poco, tutte le mamme che vivono il mio stesso dolore. E ieri sera ho trascorso una serata celeste con Pina, una montagna di speranza ed amore e con Anna, la mamma di Ramona, una ragazza bellissima che vive con te e con Luigino. Sono passati più di 30 anni da quel tragico evento. Figlio e marito insieme. Unico figlio. 10 anni. E lei 14 anni. Una fatalità che le hanno inchiodate alla sedia del dolore eterno. Ma voi ci insegnate e dimostrare che tutto continua. La fede ci salva, ci santifica il dolore. Nel purgatorio dantesco le anime sono rappresentate come bagliori luminosi che non possono entrare nel Paradiso se non dopo aver espiato i propri peccati, pene commisurate alle loro mancanze in vita. Io questo stato di anelito e di sofferenza lo provo ogni santo giorno. Sai Luigi cosa mi dà veramente tutta la forza che ho in corpo e spirito? Il tuo amore. Sei andato in sogno da Valentina. Ti fiondavi su di me mentre io e lei chiacchieravamo e mi soffocavi di baci. Lei ti offriva delle caramelle alla frutta e tu ne mangiavi con gusto. Il giorno prima ne avevo date ai tuoi fratelli. E lei non poteva saperlo. Del resto non è la prima volta che lo fai. E non a caso ieri perché piangevo come d'abitudine bevendo il caffè ed avevo una grande rabbia verso me stessa e la mia incapacità di frenare le lacrime che tu vedi e che ti fanno soffrire. Allora mentre mi asciugavo le lacrime e soffiavo il naso sentii un rumore fortissimo. Lo stendino che era incastrato in veranda tra muro e sedia si capovolge. E lo so che quel soffio ammonitore sei tu. E ti chiedo scusa se ti amo da impazzire, scusa se quel giorno volevo mettermi nell'oculo dell'obitorio con te, scusami per tutte le volte in cui ti ho detto che mi manchi e tu sei qui. Ma Luigi ti prego consentimi di sentire la mancanza di una fisicità che non potrò più vivere e che devo ricordare chiudendo gli occhi e immaginando il tuo fiato sul mio collo perché tu volevi dormire così, col fiato sul mio collo. Sì impazzirebbe se non ci fosse la Croce che sostiene. Sì, quella Croce che ha ucciso Gesù è la stessa che salva me e voi ogni giorno. Buona giornata in Paradiso. Ti amo, ti amo, ti amo, carne della mia carne. La tua mamma eterna della Terra.