Lettera del 9 aprile 2026

Buongiorno Luigi del mio cuore. Oggi è 9. Come ogni mese ricordo il numero che ti ha portato nella mia vita. 15 anni e mezzo. 15 anni: l'età un cui cominci ad assaporare la tua prima libertà, gli anni della scoperta del sé, l'età del sapore dolce di un primo bacio, le corse in bicicletta con gli amici, le uscite spensierate, la tua gita in primavera, il nuovo taglio di capelli, il jeans appena comprato, un giubbotto da mettere sui fianchi perché il caldo ha deciso di abbracciarci. No. Non potrò vedere nulla di tutto ciò. Però Dio mi ha concesso di viverlo con Francesco. Ed ecco che ieri sono andata di corsa a comprargli dei pantaloni "comodi" per la sua gita a Benevento con la classe, un fresco giubbino di jeans. Tre anni fa ci andavi tu in gita. E questa foto la scattai al tuo ritorno. Avevi preso tanto sole sulle gote e sul naso. Tornati felice con il cuore gonfio di gioia. Sapevamo che eri guarito e ci eravamo lasciati alle spalle tutta quella sofferenza che un bambino di 11 anni non dovrebbe nemmeno conoscere di nome. Oggi Francesco è felice perché domani andrà in gita con i suoi compagni e mi alzerò prima del solito perché conoscete vostra madre no? Quando si và in gita prepara panini per una squadra. Il cambio di maglietta se sudate troppo, qualche caramella da dispensare sul pullman. Ieri sono venuta a pulire la tua tomba. Ho portato un bouquet di fiori fresco ed ho gettato quello di mercoledì scorso. Un rito, il rito santo del mercoledì. Poi ho pianto. Un'ape regina si è posata su uno dei fiori del fresco bouquet. Ci ha danzato attorno. L'ape regina è l'unica che mantiene in vita una colonia. Me l'hai mandata per ricordarmi di quello che è il mio compito quaggiù. Mamma non piangere, sei fondamentale per papà ed i miei fratelli. Come l'ape regina tu mamma guidi e tieni unita la nostra colonia. Sei la loro pappa reale. Non piangere mamma. Io sto bene. Sono felice quassù. Un giorno ci rivedremo, te lo prometto. Sii felici laggiù pensando a me come un dolce pensiero,  un frammento di cielo che sta sempre con te e papà. Ed è proprio così. Come ieri sera. Avevo concesso 5 minuti di pausa ai corsisti del serale a scuola. Scambio due chiacchiere con Patrizia, dolcissima madre che porta una croce pesante ogni giorno. Parliamo di te, di quel tempo felice di 4 anni fa in cui eravamo ritirati in una villetta in affitto in campagna. Ed ecco che sul cellulare appare un messaggio. Lella: non mi scrive esattamente da 4 anni e questa foto che ci ritrae felici era in quella chat. Capite ora da dove deriva la mia serenità? Luigi c'è, ci sarà sempre. Ti sei servito di Lella per dirmi:"Ehi mamma che io ti sento, ti vedo, ti seguo". Buona giornata in Paradiso. Ti amo, ti amo, ti amo, carne della mia carne. La tua mamma eterna della Terra.

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