Lettera del 9 gennaio 2026
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Buongiorno vita mia. Grande festa in Cielo per il compleanno sulla Terra di Chiara Corbella Petrillo. Oggi avrebbe compiuto 42 anni ed invece sono 14 anni che è partita per il Paradiso dopo aver combattuto con coraggio ed indicibile forza e fede una malattia oncologica rarissima che solo un accanito fumatore avrebbe potuto avere. Tumore alla lingua. Lei che neanche l'ombra aveva mai visto di una sigaretta. Dov'è la grandezza di Chiara? Dov'è la sua santità? Ha messo al mondo due figli che già sapeva dal primo trimestre di gravidanza sarebbero vissuti solo pochi minuti. Ma lì ha dati al mondo perché consegnandoli al cielo tutto fosse compiuto. Poi una terza gravidanza. Questa volta il bimbo è sano. Ma un fastidio alla lingua la induce a fare accertamenti. È al quinto mese di gravidanza. Un carcinoma aggressivo e raro si è insinuato nella sua bocca. I medici sono chiari. Può salvarsi. Può curarsi. Ma deve rinunciare a suo figlio. Chiara non tentenna. Dice sì a suo figlio. E da lì il mistero della perfetta letizia che mi ha ispirata in tutto questo cammino. Grazie Chiara. Hai dato alla luce tuo figlio, ora quasi quindicenne. E tu sei partita per il cielo. Hai scelto l'amore assoluto. Quello di una madre. E sei beata, futura santa e protettrice di tutte le coppie e delle mamme. Luigi ora sei con Chiara. Vi accomunano il vostro "Sì, eccomi Signore!", vi accomuna la malattia tanto rara quanto rari siete voi. Oggi è 9. Tu sei nato il 9 ottobre. Chiara il 9 gennaio. E so per certo, avendoti io e papà desiderato con ardore, so per certo che sei stato concepito tra il 9 ed il 10 gennaio del 2010. Infatti, dopo 9 mesi sei venuto al mondo. A 42 settimane, perché era bello stare con mamma, era bello accoccolarsi nel mio grembo. Deh, cosa darei per tenerti nel mio ventre ancora! Se avessi potuto fermare il tempo il giorno della nascita di Emanuele e cristallizzare quel paradiso sulla terra! Voi tre, papà ed io. Però era scritto. Dovevo darti al mondo ed sperimentare il dolore più atroce perché così ha fatto Maria. Ho un desiderio Luigi. Grandissimo. Conoscere di persona le mamme come me. Se poteste voi figli fare in modo che ciò accada Ve ne sarei grata. Una colonia di mamme che guardano il cielo, come gabbiani volteggiano sul mare della sofferenza e guardano l'orizzonte lì dove terra e cielo si uniscono e dove puntuali camminate ogni mattina all'alba perché è quello il momento sacro in cui i due mondi si incontrano. Buona giornata ragazzo mio. Buona giornata ragazzi nostri. Siate felici! Noi siamo in pace. Le vostre mamme vi aspettano. Non tarderete. Ti amo, ti amo, ti amo, carne della mia carne. La tua mamma eterna.