Lettera del 9 maggio 2026
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Buongiorno Luigi mio. Ieri ho pianto tanto a scuola. Non vista. Ma i miei alunni se ne accorgono. Gli occhi umidi. Le loro parole dolcissime. Uno di loro si chiama come te. Ieri mi ha abbracciata fortissimo dicendo:"Ci siamo noi, prof!". Fosse così semplice! Ti ringrazio pubblicamente, mio amatissimo alunno dal nome inciso nel cuore. Ma è un'odissea ogni giorno resistere alla disperata voglia di urlare dal dolore. Perché lo sappiamo bene tutti che non ti rivedrò se non il giorno in cui mi verrai a prendere. E se è vero che ti vedo al mattino so anche che quel tempo per me brevissimo per te è infinito. Oggi è 9 maggio. 15 anni e 7 mesi. E già non sei più con me. E non avrei dovuto nemmeno usare l'avverbio "già" perché in analisi grammaticale indica la compiutezza di un'azione, come se fosse naturale non esserci dopo un certo tempo. La natura è stata matrigna con me. Perché mi hai fatto perdutamente innamorare di mio figlio e poi me l'hai tolto? Non sei una natura madre. La mamma è "il bottone che tiene unite tutte le cose" (così recita l'incipit del lavoretto realizzato per la festa della mamma da Emanuele). E sì. Così dovrebbe essere se non fosse che a quel bottone è stata tolta l'asola. Così dovrebbe essere se non fosse che quel bottone è stato strappato dalla camicia a cui apparteneva. Ed ora come fa? Come fanno queste mamme che domani dovranno aspettare che il sole le accarezzi con un raggio per sentirsi salutate dai propri figli? Conservo con devozione le tue ultime due lettere per la festa della mamma. Non sono poesie prestampate, dettate dalle insegnanti. No no. Sono le parole che tu hai scritto per me, cucite sul mio cuore dal tuo filo d'amore immenso. Io il tuo gomitolo. Tu il mio filo di lana. Tu ti sei spezzato ed io continuo a rotolare quaggiù in attesa di ricongiungere quel filo che mai si spezzerà. Tu vivi dentro di me. Tu sei nella mia testa, nei miei occhi, nelle mie viscere. Deh, quanto dolore ancora! Ma resisterò per i tuoi fratelli che hanno il diritto ad essere felici, ad avere una mamma felice. Te l'ho promesso sulla bara quel giorno. Ed io mantengo sempre le promesse, vero? Buona giornata in Paradiso vita mia. Ti amo, ti amo, ti amo carne della mia carne. La tua mamma eterna della Terra.