Lettera dell'11 aprile 2026

Buongiorno amore mio. Ieri sono incappata in questo ricordo di quella Pasqua stranamente felice di 6 anni fa, quando eravamo rinchiusi a causa del COVID. Una poesia imparata frettolosamente, un pranzo preparato nell'intimità del nido di pascoliana memoria, tre bambini che erano felicissimi e a cui non mancava nulla. L'anno dopo lo avremmo vissuto fedelmente nel mentre della tua malattia, della nostra malattia. Perché quando un figlio si ammala di tumore, si ammala tutta la famiglia e quelle mascherine ci avrebbero accompagnato per tutta la durata dei primi mesi di chemioterapia fino a quando io, tu ed Emanuele non ci beccammo il virus. La tua verve, la tua parlantina, il tuo "sfottere" Francesco sono tra le cose che mi mancano terribilmente. Però tu ci ricordi che non finisce nulla ma che, al contrario, l'amore cresce e si moltiplica. Tu ci insegni che la vita è bella sempre e quando  i catechisti ti chiesero in quel tempo di pandemia foriero di tanta sofferenza , solitudine e tristezza di inviare un messaggio di speranza tu dicesti che Dio ci aveva messi alla prova e che dopo quel periodo di buio avremmo imparato ad apprezzare di più le cose belle della vita. Ecco, Luigi in questi due video di 6 anni fa tu già ci insegnavi tanto e noi possiamo solo imparare da te, piccolo uomo dagli occhi grandi e scuri. Tu ci dici che Dio risolve tutto, Lui è sempre stato sulla tua bocca pura ed innocente. Tu il santo della porta accanto. Ed è proprio nella tua santità che ti chiedo di accogliere tra le tue braccia e guidarlo di fronte a Dio il nostro amato Vito, padre di Luigi Cascione, un nostro alunno del professionale. Aiuta questo giovane tuo coetaneo, classe 2010 e la sua mamma. Aiutali a sopravvivere a questo atroce dolore. Tu hai tutti gli strumenti da prestarci quaggiù per reinventarci ogni giorno. Io ti seguirò anche oggi, nuotando nel tuo mare d'amore ma ti supplico Luigi non lasciarmi mai perché spesso ho paura di impazzire dal dolore. Solo tu, Gesù e Maria potete darmi una mano. Atroce, atroce, atroce. Buona giornata vita mia. Il più bel fiore del giardino sei tu. Ti amo, ti amo, ti amo, carne della mia carne. La tua mamma eterna della Terra.

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