Lettera dell'11 gennaio 2026
Share
Buongiorno amore mio. Buona domenica tua e di Gesù. Giorno di riposo. Sì. È diventato il giorno che preferisco. Posso dedicarmi alla cucina, ai tuoi fratelli, al tuo papà. E lo faccio ogni giorno, certo. Ma questo giorno ha un sapore di ristoro. Mi manchi. Lo sai, lo so. È dura. Mentre vivo la mia vita penso a quello che saresti stato. Penso ai tuoi 15 anni, poesia di un'età che non ritorna. Penso a cosa avresti fatto la domenica. Magari avresti giocato negli under 16 ed io e papà saremmo venuti a vederti giocare. Avresti detto:"Mamma mi ascolti in letteratura?". Mi avresti chiesto un buon piatto di coccioloni alla bolognese. Sai? Quel formato di pasta non lo cucino più da quando mangi alla mensa celeste. E sì! Lì si mangia meglio che in un qualsivoglia ristorante stellato. Mi avresti chiesto se il tuo maglione preferito fosse lavato e pronto da indossare per uscire con i tuoi amici o con la tua fidanzatina ... Chissà se ne avresti avuta una! Tu che dicevi che non ti piaceva alcuna ragazza e che io ero l'unica donna che avresti mai amato. Impossibile. Bello come sei! Chissà quante ragazzine ti sarebbero venute dietro. Questa foto ci ritrae in un momento di vita quotidiano. Ci eravamo da poco svegliati. Erano le 6,30 del mattino. Tu e papà dovevate recarvi a Bari per i routinari controlli ematochimici. E quel sorriso di serenità e di fiducia totale in Dio dice tutto. Dice l'essere speciale che sei. I tuoi occhi mi seguono. Ora li ho presi in prestito da te per guardare il mondo vivendo nella pace più assoluta. Tu mi hai insegnato come si deve vivere. Sorrido, canto, ballo, passeggio col cane sotto la pioggia e guardo le nuvole rincorrersi per fare a gara e vedere quale nube piange di più. Mi hanno strappato il cuore quel giorno quando hanno chiuso la bara e sapevo che non avrei più potuto baciarti. Ti ho profumato col balsamo prima che la chiudessero. Baciavo le tue labbra gelide e screpolate e sentivo che quel freddo ormai sarebbe penetrato nel mio gracile corpo per non uscire più. Tuttavia so che lì c'era solo il tuo corpo. L'anima saliva sempre più in alto ed ora riposa in pace davanti all'Empireo, la sede immobile di Dio dove tu, come un fiorellino rosso impazzito di gioia, saltelli e danzi senza fine. Buona giornata in Paradiso, mio diletto e santo figlio. Non passerà mai. Noi madri e padri impariamo solo a convivere con il dolore, certi e sicuri che un giorno vi rivedremo per una danza con mamma e papà senza fine. E sarà il giorno più bello della nostra storia insieme. Ti amo, ti amo, ti amo, carne della mia carne. La tua mamma eterna della Terra, terra di dolore ma anche di speranza. La speranza certa della vita eterna.