Lettera dell'8 aprile 2026
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Buongiorno amore mio. Come stai? Io bene amore. Mi manchi. Lo sa il mondo intero cosa provo. Lo sa l'universo e lo sanno le stelle quanto sono fortunati ad averti. Ma ieri inciampai in un bellissimo post, un commento al vangelo della domenica di Pasqua trascorsa. Le persone che abbiamo amato non sono andate via. La morte non è la fine. È un passaggio. Chi abbiamo amato più di noi stessi sono ora una scintilla pienissima nella luce di Dio. Quella scintilla non è più nascosta, non è più fragile ma arde senza fine dentro Dio. E se noi non possiamo vederla è perché loro sono dall'altra parte e non possiamo trattenerli. Amare significa lasciar andare. Ed io Luigi ti ho lasciato andare perché tu eri destinato a questa vastità. Lasciar andare significa aprire orizzonti, affidare, accompagnare. L'amore vero non imprigiona, non è geloso, non è invidioso. L'amore vero resuscita e non uccide. L'amore vero ti fa correre, ti fa andare ad annunciare che Gesù è risorto. Ed io ogni mattina mi metto in cammino correndo per annunciare al mondo che tu sei vivo, che voi siete vivi e che dobbiamo semplicemente riconoscervi in quella scintilla di amore vero ed eterno che risiede in Dio. Perché quando sai di brillare eternamente nulla ti fa più paura. La morte stessa non fa più paura perché ogni perdita è solo una scintilla che porta a Dio. Io mi fido di Dio, mi fido di te. Buona giornata vita mia in Paradiso. Ti amo, ti amo, ti amo, carne della mia carne. La tua mamma eterna della Terra.