Lettera dell'8 maggio 2026
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Buongiorno amore mio. Oggi è festa in Cielo per il Santo protettore della città di Bari e di cui io porto il nome, San Nicola. È tra i tanti Santi che abbiamo invocato per la tua guarigione, ora riconciliato a te nel regno promesso da Gesù per i giusti. Ieri la tua presenza durante la giornata è stata prepotente. Sarà che mammina era in giornata libera, ma hai fatto più rumore del solito. E dico “rumore”, nel senso letterale del termine. Una canzone partita dalla radio, spenta, di Vasco Rossi, un cantante (e so di andare controcorrente in questo momento) che non ho mai ascoltato con particolare piacere. Ora sarà tra le mie canzoni preferite questa che ha come titolo “Un mondo migliore”. E si è accesa proprio mentre Vasco cantava la strofa :” Non è facile trovarsi su una strada, quando passa la necessità di andare, quando è ora è ora è ora di partire e non puoi, non puoi, non puoi più rimandare il mondo migliore.”. Poco dopo ancora una tua “interferenza radiofonica” (con me usi la tecnologia, l’energia, il telefono in particolare) si inserisce il CD che abbiamo acquistato due estati fa, parte la canzone dei The Colors “Karma” ma non dall’inizio. La musica parte direttamente da questa frase: “Che cosa strana fare a meno di te. Non torni più come le Reebok Pump. Forse ci troveremo come le star nelle canzoni di Vasco.” Terzo ed ultimo segno me lo concedi a casa, tra le mura domestiche. Metto ordine nella dispensa, lì dove conservo la pasta e dico ad alta voce: “Ma se Aldo lo sa che non amo questo formato di pasta e qui in casa nessuno ne va matto, perché lo compra?”. Maneggio un pacco di pasta e controllando la scadenza riporta la tua data di nascita. Ok, userò questo formato perché tu lo avresti mangiato. Ci sono dei giorni in cui i permessi da Dio sono numerosi per venire quaggiù. Ringrazia il tuo amato Gesù. Ringrazia la nostra mamma celeste che oggi verrà ad onorarci della Sua presenza in casa nostra. Stasera accoglierò, come ogni anno, la statua della Vergine Santissima in casa mia, comprerò dei fiori bellissimi da mettere ai Suoi piedi santi e la sera me La porterò in camera da letto sul comodino perché non resti sola la notte cosicché, quando all’alba verrai a trovarmi, sentirò il tuo bacio ed il Suo sulla mia fronte. Porterò con me anche oggi il profumo delle tue labbra, il sapore dolce dei tuoi baci, il calore delle tue mani tenere sulle mie, il suono soave della tua voce che fa da colonna sonora alla mia giornata. Il dolore che mi attraversa quotidianamente diventa il biglietto da viaggio per ogni singolo giorno vissuto su questa Terra di passaggio. Chi muore non muore all’anima, ma al corpo, lascia ciò che lo ha tenuto prigioniero e l’anima ritorna in quella dimensione divina da cui era venuta agli albori della vita. Non esistono le cose così come noi le vediamo: divise, frammentate. Tutto è uno, tutto è amore. Ecco il perché di quella canzone e di quell’altra. Siamo coscienza, siamo infinito, siamo eternità. Vivete ogni giorno come se fosse l’ultimo. Non vi arrabbiate, non vi lamentate, non vi agitate. E se proprio dovete farlo, dopo invocate la pace perché è il nostro stato di quiete permanente che solo da Dio può venire. Buona giornata in Paradiso, vita mia. Ti amo, ti amo, ti amo, carne della mia carne. La tua mamma eterna della Terra.